Un’azienda faunistico venatoria che si trasforma in fattoria didattica per avvicinare il mondo della natura

L’ambiente naturale del Friuli Venezia Giulia è ricco di peculiarità, di aspetti che pochi conoscono.
O meglio, pochi hanno avuto la possibilità e la fortuna di conoscere, scoprire, avvicinare. Per ora non molto sanno per esempio che nella montagna pordenonese si possono ammirare davvero da vicino i camosci, i cerbiatti, si può ammirare il regale volo dell’aquila.
Opportunità, come quella di osservare da vicino una vegetazione intatta e mantenuta nel tempo, anche sotto la guida di esperti e appassionati.
Che a Clauzetto, un paio di km a monte delle Grotte di Pradis, è possibile a partire dalla buona stagione, quando si scioglie la neve e l’azienda faunistico-venatoria di Gianluigi D’Orlandi ritorna a essere accessibile a piedi, ma anche in auto. Si trova accanto a una delle strade che collegano le vallate della montagna pordenonese, e, proseguendo, quelle della Carnia.
Paesaggi dolci, con tanta vegetazione che a volte cela siti ricchi di formazioni rocciose o calcaree particolari, agglomerati di pietra che ricordano luoghi resi famosi nel mondo proprio dalle visite di curiosi, appassionati, turisti, che a seguito degli studiosi hanno imparato a conoscere, riconoscere, apprezzare queste ricchezze del territorio.
Cosa che all’azienda Monterossa, che prende il nome dalla montagna compresa in questo compendio intatto, non si è ancora verificate ed è possibile, sostare, soggiornarvi, pernottare, degustare i sapori del territorio e della montagna friulana, ma anche assaporare il gusto infinito del silenzio montano. Anche cacciare, perché l’equilibrio faunistico dell’area è garantito dal prelievo controllato dei capi, volto a mantenere le specie autoctone.
L’azienda, che ha ospitato un corso per giornalisti con crediti formativi tenuto da Gianluigi D’Orlandi, agronomo ed esperto faunistico, già presidente regionale di Confagricoltura e Vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura, Amos D’Antoni, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti del FVG, Carlo Morandini, presidente dell’ARGA FVG, si estende per oltre 200 ettari.
Ed è frutto della passione di D’Orlandi per l’ambiente naturale. Ha infatti acquistato ormai diversi anni fa una cava dismessa. E valutato le peculiarità faunistiche e vegetali dell’area, ha iniziato ad allestire protezioni e opere di contenimento, punti e strutture di osservazione, a sistemare fabbricati forestali e rurali.
Con l’obiettivo di permettere agli appassionati di conoscere le bellezze di questi siti. A creare un centro visite nel quale può illustrare, con l’aiuto di altri esperti, lo scandire delle stagioni attraverso i cambiamenti che vive la natura e la presenza degli animali e delle forme di vita del posto.
Questo, anche grazie a una serie di reportage fotografici realizzati da D’Orlandi e da altri amici esperti. Nel frattempo, la moglie del titolare cura, assieme all’accoglienza, la cucina del complesso.
Per esempio, assieme all’immancabile Pitina, recentemente divenuta Dop, realizzata con carni ovine e caprine, alla soppressa, al ‘Formadi salat’ (formaggio salato) di Tramonti, all’erborinato di Tramonti, la minestra di ‘Pestat’. Che era un insaccato di erbe e piante aromatiche, utilizzato tradizionalmente per insaporire minestre e zuppe. Una sorta di antesignano naturale del ‘dado’.
E al termine della visita è possibile sostare all’ombra del boschetto di latifoglie ad assaporare il profumo della montagna. Tutto questo è disponibile anche per gruppi e scolaresche che hanno già avuto modo di avvicinarsi a un mondo inaspettato che si schiude a pochi minuti dalla città.
Ida Donati

 

 

 

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